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Intervista ad dott.ssa Aurora Tagliaferri, coordinatrice pedagogica della Scuola di Infanzia e Asilo Nido di Carate Brianza

Aurora TagliaferriCi racconti di lei: qual è la sua esperienza?

Mi chiamo Aurora Tagliaferri e ho 34 anni, sono psicologa e psicoterapeuta e sono mamma di due bambini di 1 e 3 anni. Ho iniziato nel mondo dell’educazione lavorando come educatrice in comunità mamma-bambino, al nido e nei centri estivi. Nel 2015 ho rilevato un asilo nido a Milano, di cui sono titolare e coordinatrice. Nel 2019 volevo avere la possibilità di ampliare la mia esperienza e così, nel mese di settembre, ho iniziato a lavorare per Kairos come coordinatrice di un asilo nido a Cassano d’Adda. Da gennaio 2021 mi è stato proposto di spostarmi a Carate Brianza e da quel momento sono coordinatrice di due scuole dell’infanzia e un asilo nido comunali gestiti da Kairos. Questo ruolo è sicuramente impegnativo ma di grande soddisfazione, mi sta offrendo la crescita professionale che cercavo.

Può presentarci le strutture che gestisce?

Kairos a Carate Brianza gestisce due scuole dell’infanzia e un asilo nido comunali da settembre 2020. Si tratta di strutture abbastanza grandi: le scuole dell’infanzia accolgono circa 100/110 bambini dai 3 ai 6 anni e il nido 43 bambini da 0 a 3 anni. Sono strutture storiche, aperte da molti anni e ben funzionanti. Hanno spazi molto ampi e belli e sono completamente circondate dal giardino. In totale nelle due scuole e nel nido lavoriamo in 31, siamo una squadra molto eterogenea, sia come età che come caratteristiche, ma siamo riuscite a creare una buona sinergia e un clima positivo e costruttivo.

Come collaborano le varie strutture? ci sono progetti in comune che realizzate o vorreste realizzare?

Storicamente, le due scuole dell’infanzia hanno sempre lavorato per mano, collaborando costantemente per ogni progetto. Abbiamo deciso di portare avanti questa buona pratica cercando di coinvolgere in questa collaborazione anche il nido. Dopo un primo periodo di conoscenza iniziale, sono nati diversi progetti e abbiamo introdotto tante nuove idee, secondo l’approccio educativo e didattico seguito dai servizi Kairos. Da quest’anno, le porte che collegano il nido alla scuola dell’infanzia di via Agazzi si sono aperte e le educatrici collaborano con le insegnanti per l’allestimento degli spazi e la proposta di attività condividendo tempo, materiali e strumenti. Presto questo scambio avverrà anche con la scuola dell’infanzia di via Sciesa.

Parliamo dei vostri programmi educativi: ce li può illustrare?

Il progetto educativo proposto quest’anno dalla Cooperativa Kairos prende il nome di “Piccoli esploratori nel mondo” e possiamo dire che rispecchia a pieno il percorso che stiamo facendo con i bambini sia nelle scuole dell’infanzia che nel nido. In tutte le strutture, infatti, stiamo lavorando con l’obiettivo di fornire ai bambini opportunità ed esperienze che li vedano protagonisti a 360°. Mentre al nido si lavorava già in passato in quest’ottica, nelle due scuole si tendeva a proporre ai bambini attività più preimpostate e decise a priori. Dallo scorso anno scolastico, con tutte le docenti stiamo lavorando per offrire ai bambini la possibilità di esprimersi liberamente, per proporre attività ed esperienze che partano dalle loro emozioni e dai loro vissuti e che pongano attenzione al processo, all’esperienza e al percorso e non al prodotto o al risultato finale.

Abbiamo quindi elaborato i progetti educativi e didattici delle tre strutture proprio partendo da questo punto di vista, declinando i progetti sulle esigenze e sulle caratteristiche dei bambini delle singole classi, iniziando ogni mattinata con un momento di narrazione e scambio durante il quale i bambini portano ai compagni un loro vissuto, un’emozione, un oggetto che hanno voglia di condividere. Una semplice pigna trovata lungo la strada per venire a scuola può far nascere scambi meravigliosi tra i bambini e può aiutarli ad esprimere ciò che hanno dentro nel modo che preferiscono. Da questi doni, materiali e non, che ci portano ogni giorno i bambini, partiamo con il nostro viaggio di esplorazione, dall’esplorazione di se stessi per allargarsi poi ai compagni di classe, alla scuola e al mondo circostante.

Per il nido, il viaggio dell’esplorazione partirà dalla scoperta dell’ambiente attraverso i 5 sensi per poi arrivare fino alle terre più lontane, per scoprire quello che c’è di “diverso”, di lontano e di inesplorato. Inoltre, abbiamo attribuito un ruolo centrale alla lettura, che viene utilizzata costantemente in tutte e tre le strutture come accompagnamento per le attività e per i progetti. Nelle scuole dell’infanzia svolgiamo anche letture animate con allestimento a tema e drammatizzazione del testo, coinvolgendo anche i bambini come protagonisti dell’esperienza. Quest’anno abbiamo poi deciso di valorizzare le competenze che le singole docenti volevano mettere a disposizione e abbiamo elaborato dei progetti specifici condivisi dalle due scuole: una docente con diverse esperienze all’estero ha proposto un interessante progetto di inglese, un’assistente educativa diplomata in conservatorio ha progettato un percorso di avvicinamento alla musica per tutti i bambini e infine una docente con competenze fisioterapiche ha elaborato un progetto di attività motoria che comprende anche un incontro formativo per i genitori.

Quali sono le attività extra-scolastiche che caratterizzano, in particolare, la vostra proposta educativa?

A causa dell’emergenza sanitaria non siamo riusciti a proporre attività extrascolastiche in senso stretto, ma abbiamo lavorato molto al progetto del post scuola che svolgiamo in entrambe le scuole dell’infanzia tutti i giorni dalle 16 alle 18. Il post scuola non dev’essere, secondo noi, un prolungamento dell’attività scolastica o un momento in cui si attende semplicemente l’arrivo dei genitori. Deve invece rappresentare un’occasione per vivere nuove esperienze e per fare attività diverse e coinvolgenti. Così abbiamo organizzato il post scuola alternando laboratori di cucina, inglese e teatro. Inoltre, in collaborazione con il Comune di Carate Brianza, stiamo lavorando ad un progetto dedicato alla lettura per i bambini da 0 a 6 anni, che si svolgerà in primavera presso una meravigliosa villa presente sul territorio che ospita anche la biblioteca comunale. Per i genitori invece organizziamo diversi incontri informativi su tematiche legate alla genitorialità e allo sviluppo 0-6: i genitori hanno la possibilità di segnalare argomenti di interesse e sulla base delle loro richieste vengono organizzati gli incontri serali, che non rappresentano lezioni frontali per la trasmissione di competenze, ma momenti di incontro e di scambio con e tra i genitori.

Come sono i rapporti con i genitori?

I genitori si confrontano quotidianamente con le insegnanti nei momenti di ingresso e uscita da scuola. Trattandosi di strutture con una lunga storia alle spalle, molti genitori vengono da noi per conoscenza o per passa parola o anche perché hanno già portato altri figli o nipoti nelle stesse scuole. È evidente che i genitori hanno voglia di partecipare e di “entrare” nella vita scolastica, stiamo cercando dei modi per coinvolgerli nonostante la situazione sanitaria non sia semplice. Da parte mia, cerco di essere il più disponibile possibile con i genitori perché so che spesso hanno bisogno anche solo di un momento di confronto o di conforto e cerco di offrire loro questa possibilità con i mezzi che ho a disposizione.

E i rapporti con la pubblica amministrazione locale?

L’amministrazione comunale è molto presente nella vita delle scuole e del nido, sia a livello istituzionale come partecipazione agli eventi e alle feste, sia nel dietro le quinte quotidiano con una continua collaborazione dell’Ufficio Istruzione. Due aspetti di questa collaborazione mi piacciono particolarmente: in primo luogo il costante confronto con questo ufficio sui progetti educativi, sui bambini con disabilità o con situazioni particolari e sull’organizzazione in generale dei servizi. Il secondo aspetto che trovo molto positivo è la volontà di condividere progetti e idee e di organizzare in collaborazione attività nuove rivolte alle famiglie che vanno oltre a quello che è l’ambito strettamente scolastico.

Infine, parliamo di futuro: c’è qualche progetto che le sta a cuore e che vorrebbe realizzare?

I progetti sono tanti e il tempo è sempre troppo poco, purtroppo. Relativamente alle strutture di Carate Brianza, vorrei portare avanti questo cambiamento di approccio educativo che abbiamo introdotto soprattutto da quest’anno e vorrei ampliare la collaborazione delle scuole e del nido con il Comune e con il territorio, per creare una rete in grado di fornire stimoli importanti per i bambini e le famiglie. Per quanto riguarda il mio futuro nella Cooperativa Kairos non so cosa aspettarmi, ma so che sarà qualcosa di bello e gratificante. Mi piace molto il fatto di essere continuamente coinvolta in tante idee e progetti nuovi sempre molto stimolanti e vorrei continuare in questa direzione.

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